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		<title>Come pulire i mobili e le vasche</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Oct 2014 08:20:03 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Per la pulizia dei mobili della Tua stanza da bagno, se laccati o verniciati, è consigliato un regolare lavaggio con acqua tiepida e sapone neutro, avendo cura di asciugare subito dopo. Da evitare invece detergenti e disinfettanti a base alcolica o acida. Per le superfici in pietra naturale sino indicati impregnanti e cere. Residui di calcare sui lavabi in ceramica si eliminano con aceto o prodotti che li contrastano. Alcune aziende forniscono prodotti specifici per eliminare segni scuri o piccole abrasioni. Design accurato, nuovi materiali e plus tecnologici trasformano la vasca in un elemento d’arredo dedicato al wellness domestico. Per mantenere in buoni stato la vasca bastano pochi e semplici attenzioni. La pulizia va effettuata con detergenti neutri, utilizzando spugne non abrasive e un panno morbido per l’asciugatura. Graffi e piccole abrasioni, sui modelli in acrilico o in composti di resine possono essere riparati levigando la superficie o utilizzando paste lucidanti. Nelle vasche idromassaggio, i circuiti devono essere sottoposti a cicli di sanificazione con l’aggiunta di un liquido specifico. In alcuni modelli il sistema è automatico. Periodicamente è bene smontare le bocchette e pulirle con un prodotto anticalcare. Ricordare, infine, che con l’idromassaggio è controindicata l’aggiunta di detergenti schiumosi. In ogni caso, seguire sempre le istruzioni fornite dal produttore.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Per la <b>pulizia dei mobili</b> della Tua stanza da bagno, se laccati o verniciati, è consigliato un regolare lavaggio con <b>acqua tiepida</b> e <b>sapone neutro</b>, avendo cura di asciugare subito dopo. Da evitare invece detergenti e disinfettanti a base alcolica o acida.</p>
<p>Per le superfici in pietra naturale sino indicati impregnanti e cere. <b>Residui di calcare</b> sui lavabi in ceramica si eliminano con aceto o prodotti che li contrastano. Alcune aziende forniscono <b>prodotti specifici </b>per eliminare segni scuri o piccole abrasioni.</p>
<p>Design accurato, nuovi materiali e plus tecnologici trasformano la vasca in un elemento d’arredo dedicato al wellness domestico.</p>
<p>Per mantenere in buoni stato la vasca bastano pochi e semplici attenzioni. La pulizia va effettuata con <b>detergenti neutri,</b> utilizzando spugne non abrasive e un panno morbido per l’asciugatura. Graffi e piccole abrasioni, sui modelli in acrilico o in composti di resine possono essere riparati levigando la superficie o utilizzando paste lucidanti.</p>
<p>Nelle vasche idromassaggio, i circuiti devono essere sottoposti a cicli di <b>sanificazione</b> con l’aggiunta di un liquido specifico. In alcuni modelli il sistema è automatico. Periodicamente è bene smontare le bocchette e pulirle con un prodotto anticalcare. Ricordare, infine, che con l’idromassaggio è controindicata l’aggiunta di detergenti schiumosi. In ogni caso, seguire sempre le istruzioni fornite dal produttore.</p>
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		<title>Avete già pensato a come rinfrescarvi quest’estate? Eccovi un’alternativa: sistema a scomparsa Alasplit di Mitsubishi Electric</title>
		<link>https://www.termoidraulica-treviso.it/avete-gia-pensato-come-rinfrescarvi-questestate-eccovi-unalternativa-sistema-scomparsa-alasplit-di-mitsubishi-electric/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Apr 2014 13:23:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Alasplit il climatizzatore Non si vede è un innovativo dispositivo automatizzato per l’incasso di unità interne di climatizzazione della tipologia split, versione a parete. E’ ideale per risolvere esigenze estetiche legate alla climatizazione di abitazioni, uffici ed esercizi commerciali. Con il sistema Alasplit si dice addio alle antiestetiche griglie di copertura o ad apparecchi di climatizzazione sempre visibili. E’ un prodotto di facile installazione, perché è composto da due sole parti: Alabox, la nicchia di contenimento del climatizzatore e Alapanel, il frontale automatizzato di copertura. Per azionarlo basta un click, quando si azione il climatizzatore con il telecomando le alette di Alasplit si  aprono automaticamente. E’ versatile e a basi consumi, infatti i livelli di consumo energetico sono mantenuti invariati, e nella configurazione multisplit, ogni climatizzatore può essere regolato singolarmente in modo da ottimizzarne l’utilizzo in funzione delle esigenze senza sprechi di energia. Puoi creare il tuo stile in quanto i pannelli che compongono la copertura frontale di Alasplit sono completamente personalizzabili sia  per quanto riguarda la colorazione che per il rivestimento, in modo da poterlo uniformare alle esigenze estetiche di tutti gli ambienti. Chiedi informazioni al tuo installatore di fiducia! &#160;</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Alasplit il climatizzatore</p>
<p>Non si vede è un innovativo dispositivo automatizzato per l’incasso di unità interne di climatizzazione della tipologia split, versione a parete. E’ ideale per risolvere esigenze estetiche legate alla climatizazione di abitazioni, uffici ed esercizi commerciali. Con il sistema Alasplit si dice addio alle antiestetiche griglie di copertura o ad apparecchi di climatizzazione sempre visibili.</p>
<p>E’ un prodotto di facile installazione, perché è composto da due sole parti: Alabox, la nicchia di contenimento del climatizzatore e Alapanel, il frontale automatizzato di copertura.</p>
<p>Per azionarlo basta un click, quando si azione il climatizzatore con il telecomando le alette di Alasplit si  aprono automaticamente.</p>
<p>E’ versatile e a basi consumi, infatti i livelli di consumo energetico sono mantenuti invariati, e nella configurazione multisplit, ogni climatizzatore può essere regolato singolarmente in modo da ottimizzarne l’utilizzo in funzione delle esigenze senza sprechi di energia.<a href="http://www.termoidraulica-treviso.it/web/wp-content/uploads/2014/04/Condizionatore-invisibile-1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-412" alt="Condizionatore invisibile 1" src="http://www.termoidraulica-treviso.it/web/wp-content/uploads/2014/04/Condizionatore-invisibile-1.jpg" width="650" height="531" /></a></p>
<p>Puoi creare il tuo stile in quanto i pannelli che compongono la copertura frontale di Alasplit sono completamente personalizzabili sia  per quanto riguarda la colorazione che per il rivestimento, in modo da poterlo uniformare alle esigenze estetiche di tutti gli ambienti.</p>
<p>Chiedi informazioni al tuo installatore di fiducia!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Risciacquo con stile: la nuova placca di comando Sigma70</title>
		<link>https://www.termoidraulica-treviso.it/risciacquo-con-stile-la-nuova-placca-comando-sigma70/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Apr 2014 14:30:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>E&#8217; finalmente arrivata la nuovissima Placca Sigma70. E&#8217; una placca in vetro o in acciaio inossidabile molto sottile che sporge dalla parete solo di pochi millimetri. Priva di pulsanti leve o sporgenze in quanto la tecnologia alla base di queste placche di comando è veramente innovativa e l&#8217;installazione è molto semplice. Per azionare il risciacquo della placca basta premere leggermente sulla lastra di vetro o di metallo, una minima pressione è sufficiente per avviare il meccanismo di risciacquo nella cassetta da incasso, ciò è possibile grazie a due attivatori pneumatici che sfruttano la pressione dell&#8217;acqua. A prima vista potrebbe sembrare che Sigma70 impieghi un sistema elettronico, ma in realtà funziona senza corrente elettrica. Idraulica brevettata con una leggera pressione sul lato destro o sul lato sinistro della placca dopo una frazione di secondo si aziona il risciacquo in modo praticamente impercettibile. Nella creazione di Sigma 70 si è applicato il principio &#8220;Less is more&#8221; (meno c&#8217;è, meglio è) slogan coniato da uno dei massimi architetti moderni, il tedesco Mies van der Rohe. La sua forma elegante, il profilo perfetto dei bordi e degli angoli arrotondati, proprio come il suo design, anche il funzionamento tramette un senso di perfezione assoluta. Lanuova Sigma70 si integra perfettamante nella famiglia di placche di comando Geberit Sigma.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; finalmente arrivata la <em>nuovissima</em> Placca <strong>Sigma70</strong>.</p>
<p>E&#8217; una placca in <strong>vetro</strong> o in <strong>acciaio inossidabile</strong> molto sottile che sporge dalla parete solo di pochi millimetri.</p>
<p>Priva di pulsanti leve o sporgenze in quanto la tecnologia alla base di queste placche di comando è veramente innovativa e l&#8217;installazione è molto semplice. Per azionare il risciacquo della placca basta premere leggermente sulla lastra di vetro o di metallo, una <strong>minima pressione</strong> è sufficiente per avviare il meccanismo di risciacquo nella cassetta da incasso, ciò è possibile grazie a due attivatori pneumatici che sfruttano la pressione dell&#8217;acqua.</p>
<p><a href="http://www.termoidraulica-treviso.it/web/wp-content/uploads/2014/04/Sigma70.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-404" alt="Sigma70" src="http://www.termoidraulica-treviso.it/web/wp-content/uploads/2014/04/Sigma70.jpg" width="629" height="424" /></a>A prima vista potrebbe sembrare che Sigma70 impieghi un sistema elettronico, ma in realtà funziona <strong>senza</strong> corrente elettrica. <strong>Idraulica brevettata</strong> con una leggera pressione sul lato destro o sul lato sinistro della placca dopo una frazione di secondo si aziona il risciacquo in modo praticamente impercettibile.</p>
<p>Nella creazione di Sigma 70 si è applicato il principio &#8220;<strong>Less is more</strong>&#8221; (meno c&#8217;è, meglio è) slogan coniato da uno dei massimi architetti moderni, il tedesco Mies van der Rohe. La sua <strong>forma elegante</strong>, il profilo perfetto dei bordi e degli angoli arrotondati, proprio come il suo design, anche il funzionamento tramette un senso di <strong>perfezione assoluta</strong>.</p>
<p>Lanuova Sigma70 si integra perfettamante nella famiglia di placche di comando <strong>Geberit Sigma</strong>.</p>
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		<title>Nuove regole sugli Impianti Termici</title>
		<link>https://www.termoidraulica-treviso.it/nuove-regole-sugli-impianti-termici/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Jan 2014 10:17:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Dal 12 luglio scorso, data in cui sono state rese a tutti gli effetti operative le nuove regole attinenti all’esercizio, alla conduzione, al controllo, alla manutenzione e all’ispezione degli impianti termici. Sotto la prospettiva esecutiva, si riportano di seguito tutte le principali modifiche introdotte dalla nuova disciplina in merito agli impianti termici per la climatizzazione invernale e per la produzione di acqua calda sanitaria, definita dal recente d.p.R 74/2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.149 del 27 giugno 2013 in attuazione di quanto stabilito dal d.lgs. 192/2005. Le principali novità, introdotte per sintesi, del nuovo decreto riguardano: 1) Temperature degli ambienti e limiti di esercizio degli impianti: non è prevista alcuna variazione dei valori massimi e minimi di temperatura ambiente da fissare, durante la stagione invernale, per il riscaldamento, e per quella estiva, per il raffrescamento. Nel primo caso il valore massimo è fissato a 20 °C +2 °C di tolleranza. Il valore cala poi a 18 °C +2 °C di tolleranza per gli ambienti adibiti ad attività industriali ed artigianali. I valori sono intesi come “media ponderata delle temperature misurate nei singoli ambienti”. In estate, all’opposto, il valore minimo stabilito per tutti gli ambienti è di 26 °C, anche in questo caso con una tolleranza di -2 °C. Sono invece stati riformati i periodi e i tempi di funzionamento per gli impianti termici durante i mesi invernali, diversificati in base alla zona climatica di appartenenza: - Zona A: ore 6 giornaliere dal 1° dicembre al 15 marzo; - Zona B: ore 8 giornaliere dal 1° dicembre al 31 marzo; - Zona C: ore 10 giornaliere dal 15 novembre al 31 marzo; - Zona D: ore 12 giornaliere dal 1° novembre al 15 aprile; - Zona E: ore 14 giornaliere dal 15 ottobre al 15 aprile; - Zona F: nessuna limitazione. Sono valide deroghe speciali per determinate categorie di edifici, tra cui scuole materne, ospedali, piscine, eccetera. Per tutte le altre tipologie di fabbricato, invece, è resa obbligatoria l’esposizione su ciascun impianto termico di una tabella in grado di riportare i periodi di funzionamento e l’orario giornaliero selezionato. 2) Ispezioni sugli impianti termici: sono considerati soggetti responsabili delle ispezioni sugli impianti termici, in riferimento al contenimento dei consumi di combustibili, le Regioni e le Province autonome. L’oggetto delle ispezioni sono gli impianti di climatizzazione invernale che hanno potenza termica utile nominale non minore di 10 kW e quelli di climatizzazione estiva di potenza termica utile nominale non minore di 12 kW. Gli esiti delle ispezioni vengono direttamente allegati al libretto di impianto. Per gli impianti di climatizzazione invernale di potenza termica utile nominale compresa tra 10 kW e 100 kW, alimentati a gas, metano o GPL, e per gli impianti di climatizzazione estiva di potenza termica utile nominale compresa tra 12 e 100 kW, le ispezioni invece possono venire surrogate dall’accertamento del rapporto di controllo di efficienza energetica, inviato dal manutentore o dal terzo responsabile. 3) Soggetti responsabili degli impianti termici: tutti i criteri, i requisiti e i soggetti responsabili per l’esercizio, la conduzione, il controllo, la manutenzione e l’ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva sono individuati specificatamente dall’articolo 6 del d.p.R 74/2013. Tanto queste attività, quanto il rispetto delle disposizioni di legge in materia di efficienza energetica, sicurezza e tutela ambientale,vengono commissionate al responsabile dell’impianto, il quale, a sua volta, è legittimato a delegarle ad un terzo (il cosiddetto terzo responsabile). La delega non può essere rilasciata, invece, in caso di impianti non adeguati alle disposizioni di legge, fatta eccezione per la situazione in cui, nell’atto di delega, è espressamente conferito l’incarico di procedere alla loro messa a norma. Con riguardo agli impianti di potenza nominale al focolare superiore a 350 kW, il terzo responsabile deve essere in possesso di: - certificazione UNI EN ISO 9001 relativa all’attività di gestione e manutenzione degli impianti termici, o - attestazione nelle categorie OG 11, impianti tecnologici, oppure - OS 28. 4) Controllo e manutenzione degli impianti: gli interventi di controllo ed eventuale manutenzione dell’impianto termico vanno realizzate da ditte abilitate ai sensi del d.m. 22 gennaio 2008, n. 37, conformemente alle prescrizioni e alle periodicità contenute nelle istruzioni tecniche per l’uso e la manutenzione, messe a disposizione dall’impresa installatrice dell’impianto ai sensi della normativa vigente, oppure, ove l’impresa installatrice non abbia fornito proprie istruzioni in quelle tecniche del fabbricante, oppure ancora, qualora dovessero mancare istruzioni, ai sensi delle norme UNI e CEI. Gli impianti termici devono inoltre essere muniti di libretto di impianto per la climatizzazione, che deve essere consegnato all’avente causa in caso di trasferimento a qualsiasi titolo dell’immobile. L’aggiornamento dei modelli dei libretti avverrà tramite decreto del Ministero dello Sviluppo economico. Parallelamente agli interventi di controllo e manutenzione eseguiti su impianti termici di climatizzazione invernale di potenza termica utile nominale maggiore di 10 kW e sugli impianti di climatizzazione estiva di potenza termica utile nominale maggiore di 12 kW, si effettuano controlli di efficienza energetica secondo le periodicità e i modelli di rapporto individuati, in funzione della tipologia e della potenza dell’impianto, nell’allegato al decreto 74/2013. Le periodicità risultano variabili tra due e quattro anni, fatta salva la cadenza annuale per gli impianti con generatore a fiamma alimentato da combustibile liquido o solido di potenza superiore a 100 kW. I controlli di efficienza energetica devono inoltre essere effettuati: - all’atto della prima messa in esercizio dell’impianto, a cura dell’installatore; - nel caso di sostituzione degli apparecchi del sottosistema di generazione, come per esempio il generatore di calore; - nel caso di interventi che non rientrino tra quelli periodici, ma tali da poter modificare l’efficienza energetica. Terminate le operazioni di controllo, l’operatore è chiamato a redigere e sottoscrive uno specifico Rapporto di controllo di efficienza energetica, di cui una copia viene rilasciata al responsabile dell’impianto mentre un’altra è trasmessa alla Regione o alla Provincia autonoma. E’ necessario poi riportare alla situazione iniziale, con una tolleranza pari al 5%, le macchine frigorifere e le pompe di calore per le quali le operazioni di controllo abbiano fatto emergere che i valori dei parametri che caratterizzano l’efficienza energetica siano inferiori del 15% rispetto a quelli calcolati in fase di collaudo o primo avviamento riportati sul libretto di impianto. Cosa analoga si richiede per le unità cogenerative per le quali, in fase di controllo, sia stato rilevato che i valori dei parametri che distinguono l’efficienza energetica non sono compresi nelle tolleranze definite dal fabbricante. 5) Sanzioni: nessuna modifica è intervenuta sul piano sanzionatorio in quanto risultano confermate, in caso d’inadempienza, le sanzioni già sancite dall’art. 15 del d.lgs. 192/2005. Per la mancata operazione di controllo e manutenzione sugli impianti termici, la sanzione oscilla dai 500 ai 3.000 euro a carico di proprietario, conduttore, amministratore di condominio o terzo responsabile. La sanzione è invece compresa tra 1.000 e 6.000 euro per l’operatore incaricato che manca di provvedere alla compilazione e alla sottoscrizione del rapporto di controllo tecnico.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 12 luglio scorso, data in cui sono state rese a tutti gli effetti operative le nuove regole attinenti all’esercizio, alla conduzione, al controllo, alla manutenzione e all’ispezione degli impianti termici. Sotto la prospettiva esecutiva, si riportano di seguito tutte le principali modifiche introdotte dalla nuova disciplina in merito agli impianti termici per la climatizzazione invernale e per la produzione di acqua calda sanitaria, definita dal recente d.p.R 74/2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.149 del 27 giugno 2013 in attuazione di quanto stabilito dal d.lgs. 192/2005.</p>
<p>Le principali novità, introdotte per sintesi, del nuovo decreto riguardano:</p>
<p>1) Temperature degli ambienti e limiti di esercizio degli impianti: non è prevista alcuna variazione dei valori massimi e minimi di temperatura ambiente da fissare, durante la stagione invernale, per il riscaldamento, e per quella estiva, per il raffrescamento. Nel primo caso il valore massimo è fissato a 20 °C +2 °C di tolleranza. Il valore cala poi a 18 °C +2 °C di tolleranza per gli ambienti adibiti ad attività industriali ed artigianali. I valori sono intesi come “media ponderata delle temperature misurate nei singoli ambienti”. In estate, all’opposto, il valore minimo stabilito per tutti gli ambienti è di 26 °C, anche in questo caso con una tolleranza di -2 °C. Sono invece stati riformati i periodi e i tempi di funzionamento per gli impianti termici durante i mesi invernali, diversificati in base alla zona climatica di appartenenza:</p>
<p>- Zona A: ore 6 giornaliere dal 1° dicembre al 15 marzo;</p>
<p>- Zona B: ore 8 giornaliere dal 1° dicembre al 31 marzo;</p>
<p>- Zona C: ore 10 giornaliere dal 15 novembre al 31 marzo;</p>
<p>- Zona D: ore 12 giornaliere dal 1° novembre al 15 aprile;</p>
<p>- Zona E: ore 14 giornaliere dal 15 ottobre al 15 aprile;</p>
<p>- Zona F: nessuna limitazione.</p>
<p>Sono valide deroghe speciali per determinate categorie di edifici, tra cui scuole materne, ospedali, piscine, eccetera. Per tutte le altre tipologie di fabbricato, invece, è resa obbligatoria l’esposizione su ciascun impianto termico di una tabella in grado di riportare i periodi di funzionamento e l’orario giornaliero selezionato.</p>
<p>2) Ispezioni sugli impianti termici: sono considerati soggetti responsabili delle ispezioni sugli impianti termici, in riferimento al contenimento dei consumi di combustibili, le Regioni e le Province autonome. L’oggetto delle ispezioni sono gli impianti di climatizzazione invernale che hanno potenza termica utile nominale non minore di 10 kW e quelli di climatizzazione estiva di potenza termica utile nominale non minore di 12 kW. Gli esiti delle ispezioni vengono direttamente allegati al libretto di impianto. Per gli impianti di climatizzazione invernale di potenza termica utile nominale compresa tra 10 kW e 100 kW, alimentati a gas, metano o GPL, e per gli impianti di climatizzazione estiva di potenza termica utile nominale compresa tra 12 e 100 kW, le ispezioni invece possono venire surrogate dall’accertamento del rapporto di controllo di efficienza energetica, inviato dal manutentore o dal terzo responsabile.</p>
<p>3) Soggetti responsabili degli impianti termici: tutti i criteri, i requisiti e i soggetti responsabili per l’esercizio, la conduzione, il controllo, la manutenzione e l’ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva sono individuati specificatamente dall’articolo 6 del d.p.R 74/2013. Tanto queste attività, quanto il rispetto delle disposizioni di legge in materia di efficienza energetica, sicurezza e tutela ambientale,vengono commissionate al responsabile dell’impianto, il quale, a sua volta, è legittimato a delegarle ad un terzo (il cosiddetto terzo responsabile). La delega non può essere rilasciata, invece, in caso di impianti non adeguati alle disposizioni di legge, fatta eccezione per la situazione in cui, nell’atto di delega, è espressamente conferito l’incarico di procedere alla loro messa a norma. Con riguardo agli impianti di potenza nominale al focolare superiore a 350 kW, il terzo responsabile deve essere in possesso di:</p>
<p>- certificazione UNI EN ISO 9001 relativa all’attività di gestione e manutenzione degli impianti termici, o</p>
<p>- attestazione nelle categorie OG 11, impianti tecnologici, oppure</p>
<p>- OS 28.</p>
<p>4) Controllo e manutenzione degli impianti: gli interventi di controllo ed eventuale manutenzione dell’impianto termico vanno realizzate da ditte abilitate ai sensi del d.m. 22 gennaio 2008, n. 37, conformemente alle prescrizioni e alle periodicità contenute nelle istruzioni tecniche per l’uso e la manutenzione, messe a disposizione dall’impresa installatrice dell’impianto ai sensi della normativa vigente, oppure, ove l’impresa installatrice non abbia fornito proprie istruzioni in quelle tecniche del fabbricante, oppure ancora, qualora dovessero mancare istruzioni, ai sensi delle norme UNI e CEI. Gli impianti termici devono inoltre essere muniti di libretto di impianto per la climatizzazione, che deve essere consegnato all’avente causa in caso di trasferimento a qualsiasi titolo dell’immobile.</p>
<p>L’aggiornamento dei modelli dei libretti avverrà tramite decreto del Ministero dello Sviluppo economico. Parallelamente agli interventi di controllo e manutenzione eseguiti su impianti termici di climatizzazione invernale di potenza termica utile nominale maggiore di 10 kW e sugli impianti di climatizzazione estiva di potenza termica utile nominale maggiore di 12 kW, si effettuano controlli di efficienza energetica secondo le periodicità e i modelli di rapporto individuati, in funzione della tipologia e della potenza dell’impianto, nell’allegato al decreto 74/2013. Le periodicità risultano variabili tra due e quattro anni, fatta salva la cadenza annuale per gli impianti con generatore a fiamma alimentato da combustibile liquido o solido di potenza superiore a 100 kW.</p>
<p>I controlli di efficienza energetica devono inoltre essere effettuati:</p>
<p>- all’atto della prima messa in esercizio dell’impianto, a cura dell’installatore;</p>
<p>- nel caso di sostituzione degli apparecchi del sottosistema di generazione, come per esempio il generatore di calore;</p>
<p>- nel caso di interventi che non rientrino tra quelli periodici, ma tali da poter modificare l’efficienza energetica.</p>
<p>Terminate le operazioni di controllo, l’operatore è chiamato a redigere e sottoscrive uno specifico Rapporto di controllo di efficienza energetica, di cui una copia viene rilasciata al responsabile dell’impianto mentre un’altra è trasmessa alla Regione o alla Provincia autonoma. E’ necessario poi riportare alla situazione iniziale, con una tolleranza pari al 5%, le macchine frigorifere e le pompe di calore per le quali le operazioni di controllo abbiano fatto emergere che i valori dei parametri che caratterizzano l’efficienza energetica siano inferiori del 15% rispetto a quelli calcolati in fase di collaudo o primo avviamento riportati sul libretto di impianto. Cosa analoga si richiede per le unità cogenerative per le quali, in fase di controllo, sia stato rilevato che i valori dei parametri che distinguono l’efficienza energetica non sono compresi nelle tolleranze definite dal fabbricante.</p>
<p>5) Sanzioni: nessuna modifica è intervenuta sul piano sanzionatorio in quanto risultano confermate, in caso d’inadempienza, le sanzioni già sancite dall’art. 15 del d.lgs. 192/2005. Per la mancata operazione di controllo e manutenzione sugli impianti termici, la sanzione oscilla dai 500 ai 3.000 euro a carico di proprietario, conduttore, amministratore di condominio o terzo responsabile. La sanzione è invece compresa tra 1.000 e 6.000 euro per l’operatore incaricato che manca di provvedere alla compilazione e alla sottoscrizione del rapporto di controllo tecnico.</p>
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		<title>Principali Componenti di un Impianto Fotovoltaico</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jan 2014 12:40:59 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Campo fotovoltaico, atto a raccogliere energia solare mediante moduli fotovoltaici opportunamente disposti a sud. Regolatore di carica, atto a stabilizzare l’energia raccolta e gestirla all’interno del sistema. Batteria di accumulo, atta conservare l’energia raccolta in presenza di irraggiamento solare per permettere un utilizzo differito dei carichi elettrici. Inverter (Convertitore), atto a convertire la tensione continua in uscita dal pannello fotovoltaico (12 – 24 V) in una tensione alternata più alta (110 – 220V).</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Campo fotovoltaico</strong>, atto a raccogliere energia solare mediante moduli fotovoltaici opportunamente disposti a sud.</p>
<p><strong>Regolatore di carica</strong>, atto a stabilizzare l’energia raccolta e gestirla all’interno del sistema.</p>
<p><strong>Batteria di accumulo</strong>, atta conservare l’energia raccolta in presenza di irraggiamento solare per permettere un utilizzo differito dei carichi elettrici. </p>
<p><strong>Inverter (Convertitore)</strong>, atto a convertire la tensione continua in uscita dal pannello fotovoltaico (12 – 24 V) in una tensione alternata più alta (110 – 220V).</p>
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		<title>Tipologie di Semiconduttori e Rese Energetiche dei Pannelli Fotovoltaici</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jan 2014 12:38:55 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>A seconda dei conduttori utilizzati si possono distinguere diversi costi e rendimenti per vari tipi di pannelli fotovoltaici: Arseniuro di Gallio, ancora in fase di sperimentazione e piuttosto caro attualmente, ha consentito al pannello di raggiungere una resa del 30%. Ha un elevato potere di assorbimento della luce solare per cui la cella solare può essere formata da uno strato sottilissimo. Silicio monocristallino è il materiale più collaudato e viene da qualche anno regolarmente utilizzato per qualunque dimensione di impianto. Benchè sia ancora caro, il pannello raggiunge una resa di quasi il 20%. Silicio policristallino è meno caro del precedente ma la resa è decisamente inferiore. Ci sono molti altri materiali in fase di studio ma presentano ancora molti inconvenienti e costi molto elevati. E&#8217; sicuro che nei prossimi decenni si raggiungeranno rese molto più elevate del 20-30% possibile attualmente e con costi delle celle via via inferiori con l&#8217;aumentare dei volumi prodotti. Matematicamente è stato dimostrato che si potrebbe raggiungere una resa del 70%, rendendo i pannelli fotovoltaicila chiave di volta dei prossimi decenni per la produzione di energia pulita e sostenibile.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>A seconda dei conduttori utilizzati si possono distinguere diversi costi e rendimenti per vari tipi di pannelli fotovoltaici:</p>
<p><strong>Arseniuro di Gallio</strong>, ancora in fase di sperimentazione e piuttosto caro attualmente, ha consentito al pannello di raggiungere una resa del 30%.<br /> <br />
Ha un elevato potere di assorbimento della luce solare per cui la cella solare può essere formata da uno strato sottilissimo.</p>
<p><strong>Silicio monocristallino</strong> è il materiale più collaudato e viene da qualche anno regolarmente utilizzato per qualunque dimensione di impianto. Benchè sia ancora caro, il pannello raggiunge una resa di quasi il 20%.</p>
<p><strong>Silicio policristallino</strong> è meno caro del precedente ma la resa è decisamente inferiore. Ci sono molti altri materiali in fase di studio ma presentano ancora molti inconvenienti e costi molto elevati.</p>
<p>E&#8217; sicuro che nei prossimi decenni si raggiungeranno rese molto più elevate del 20-30% possibile attualmente e con costi delle celle via via inferiori con l&#8217;aumentare dei volumi prodotti.<br /> <br />
Matematicamente è stato dimostrato che si potrebbe raggiungere una resa del 70%, rendendo i pannelli fotovoltaicila chiave di volta dei prossimi decenni per la produzione di energia pulita e sostenibile.</p>
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		<title>Pannelli Fotovoltaici &#8211; Produzione di Energia Elettrica</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jan 2014 12:36:09 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Questa tecnologia permette di trasformare l&#8217;energia raggiante del sole, inesauribile e gratuita, in energia elettrica. Il modulo o pannello fotovoltaico permette quindi di trasformare in corrente elettrica non solo la radiazione solare diretta, ma anche parte della luce diffusa presente nei casi in cui il cielo è parzialmente coperto. Questa trasformazione avviene in modo silenzioso e non inquinante. Il motore di questo &#8220;miracolo&#8221; è la cella solare costituita da materiali semiconduttori come il silicio purissimo. Questi materiali hanno la capacità, se colpiti da onde elettromagnetiche come ad esempio la luce del sole, di produrre subito una determinata tensione elettrica tra la superficie irradiata e quella non esposta ad esempio una lamina molto sottile. Per ottenere un buon rendimento delle celle solari occorre usare materie prime più pure possibili derivanti da un processo di purificazione difficile e costoso.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.termoidraulica-treviso.it/pannelli-fotovoltaici-produzione-di-energia-elettrica/">Pannelli Fotovoltaici &#8211; Produzione di Energia Elettrica</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.termoidraulica-treviso.it"></a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Questa tecnologia permette di trasformare l&#8217;energia raggiante del sole, inesauribile e gratuita, in energia elettrica.</p>
<p>Il modulo o pannello fotovoltaico permette quindi di trasformare in corrente elettrica non solo la radiazione solare diretta, ma anche parte della luce diffusa presente nei casi in cui il cielo è parzialmente coperto.</p>
<p>Questa trasformazione avviene in modo silenzioso e non inquinante. Il motore di questo &#8220;miracolo&#8221; è la cella solare costituita da materiali semiconduttori come il silicio purissimo.</p>
<p>Questi materiali hanno la capacità, se colpiti da onde elettromagnetiche come ad esempio la luce del sole, di produrre subito una determinata tensione elettrica tra la superficie irradiata e quella non esposta ad esempio una lamina molto sottile.</p>
<p>Per ottenere un buon rendimento delle celle solari occorre usare materie prime più pure possibili derivanti da un processo di purificazione difficile e costoso.</p>
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